La storia delle Empanadas

I primi passi nel mondo delle empanadas, possiamo rintracciarli nell’antica Persia, secoli prima di Cristo. È in quel luogo  dove sorge una prima lontana parente dell’empanada che, grazie a Ciro e Dario I, re persiani che spingono i confini del loro impero fino all’India, che questo piatto comincia a subire influssi che saranno poi decisivi per il risultato finale. Più avanti nella storia, con Alessandro Magno capace di conquistare “il mondo”, una serie di incontri e scontri culturali farà si che questa primitiva empanada venga farcita, a seconda del paese, con differenti ripieni a seconda della stagione, dei gusti e della disponibilità. In questo periodo forma e nomi sono molteplici, potendo ritrovare in antichi manoscritti alcuni di loro: Esfhija, Fatay, Samosas, Sambusas, Pirogue, Poroshki. Nel Medio Evo, quando i Mori invadono la Spagna, queste primitive empanadas verranno introdotte e adottate con diverse varianti a seconda della regione.

La parola Empanada, di origine spagnola, viene chiaramente da “pan”. Molto probabilmente le prime empanadas erano semplicemente dei pani, svuotati e farciti con qualche stufato. La seguente tappa della sua evoluzione sembra essere stata quella dell’ellaborazione di pani ripieni cucinati al forno, acquisendo cosi il suo impasto arrivato ai giorni nostri.

Questa preparazione era gia parte della cucina medioevale spagnola e anche europea. Nella galicia del secolo XI possiamo trovare prove concrete di un’empanada simile a quella attuale. Nel Portico della Gloria a Santiago de Compostela (centro per eccellenza per peregrini provenienti da tutta l’Europa e l’Asia), si possono apprezzare sculture dell’epoca in cui sono rappresentati dei commensali gustandosi delle empanadas.

Nella letteratura spagnola gia nel 1525 e 1529 si trovano ricette di empanadas di carne e pesce. Ma è nel frammento del Quijote di Cervantes que l’empanada compare menzionata:


"Saco la mía - dijo Sancho - , que yo a aquel arroyo me voy con esta empanada, donde pienso hartarme por tres días, porque he oído decir a mi señor Don Quijote que el escudero de caballero andante ha de comer cuando se le ofreciere, hasta no poder más,..."          
 

(Parte I – Cap. 50 de Don Quijote de La Mancha).

"Y, levantándose, volvió desde allí a un poco con una gran bota de vino y una empanada de media vara, y no es encarecimiento, porque era de un conejo albar tan grande, que Sancho, al tocarla, entendió ser de algún cabrón, no que de cabrito".

(Parte II – Cap. 13 de Don Quijote de La Mancha). 


Dopo la scoperta dell’America, i coloni e conquistadores spagnoli portarono l’Empanada in quei territori, è qui che questa, a seconda della regione, dei prodotti e sapori local, comincia a prendere la sua forma definitiva per trasformarsi, col passare degli anni in uno dei tipici cibi della tavola Argentina. Ed è proprio con una di queste tipiche ricette argentina adattate della nonna che, ad Alpi Empanadas, prepariamo e portiamo, direttamente alla vostra tavola, un qualcosa che è più che un semplice e prelibato cibo, è più che solo una cena da gustare in famiglia o tra amici.

L’Empanada che portiamo a voi è un pezzetto di Argentina, un pezzetto di storia di un cibo che ha girato il mondo e che è arrivato nella nostra famiglia, prima di raggiungere la vostra tavola.

Siete pronti?

Buon appettito da noi di Alpi Empanadas.

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ORARIO:

LUNEDI: CHIUSO

MAR-GIO: 12.00-14.30 e 18.00-22.00

VENERDI: 12.00-14.30 e 18.00-22.30

SABATO: 12.00-16.00 e 18.00-22.30

DOMENICA: 18:00-22:00