Una storia lunga quasi un secolo

Erano gli anni Cinquanta del secolo scorso quando i primi ricordi di Griselda la riportano in cucina insieme a sua nonna, intenta a preparare una a una le palline di impasto che si sarebbero trasformate nelle sfoglie delle sue empanadas. Capelli grigi raccolti all’indietro, sguardo caldo, un sorriso che trasmetteva quella tranquillità di chi, attraverso la cucina, mostra il proprio amore per le persone care. La “abuela Lucila”, mamma di tredici figli, che nell’ultimo tratto della sua vita si dedicò a visitare i figli sparsi per la vasta Argentina, portando con sé il suo amore per i fornelli da trasmettere alle nuore e ai nipoti, con la speranza che ci fosse qualcuno pronto a raccogliere la sua eredità culinaria.
​
Passarono gli anni e “Ñata”, mamma di Griselda, una donna dallo sguardo vivace, il sorriso pronto e quella naturalezza di chi in cucina si muove come a casa propria, fece sue le ricette di Lucila, dando però il suo tocco speciale al ripieno della classica empanada di carne, quella che nelle domeniche in famiglia non poteva mai mancare prima dell’asado o in quelle cene in cui chitarre e bombo legüero trasformavano le riunioni in piccole peñas familiari: un pizzico di origano, un po’ di verde di cipollotto aggiunto a fine cottura. Qualcosa di semplice, raccolto direttamente dal proprio orto in fondo al parchetto della sua casa di Paso del Rey, per dare più colore a uno dei piatti più semplici e familiari della cucina argentina.
Anno 2016, Torino. Dopo qualche lustro passato tra questa e l’altra sponda dell’oceano, Griselda e la sua famiglia si accasano definitivamente nel quartiere di Santa Rita/Mirafiori Nord. Griselda, che ormai di anni ne ha ben più di sessanta, non dimentica ciò che ha imparato da Nonna Lucila e Mamma Ñata e trova alla Cascina Roccafranca uno spazio in cui preparare quelle empanadas che conosce praticamente da quando è nata. Un progetto familiare avviato insieme alla sua famiglia, che l’aveva spinta a non tenere nascosto alla città che li aveva accolti un vero tesoro culinario.
Per Griselda, però, quelle empanadas non erano soltanto una ricetta imparata tanti anni prima. Erano un pezzo della sua famiglia, dell’Argentina lasciata dall’altra parte dell’oceano e di quelle domeniche in cui stare a tavola significava soprattutto stare insieme. Prepararle a Torino voleva dire tenere viva quella storia e, allo stesso tempo, condividerla con la città che aveva accolto lei e la sua famiglia. Quasi senza accorgersene, Griselda era diventata ciò che Lucila aveva sperato tanti anni prima: qualcuno disposto a raccogliere e portare avanti la sua eredità.
Con il passare dei mesi, la richiesta delle sue empanadas cresce sempre di più: dagli apericena alle milongas, dai clienti della Cascina a chi non vuole privarsene durante eventi privati e matrimoni. Diventa inevitabile cercare uno spazio che possa diventare un punto di riferimento per le empanadas argentine a Torino. Uno spazio che diventerà il primo locale di Alpi Empanadas.
Sì, un nome che richiama chiaramente le montagne che guardano Torino e che, nel suo suono, porta con sé anche l’idea di un cibo semplice da prendere e mangiare al volo. Ma in questo salto c’è qualcosa che non può andare perduto: la propria identità. L’artigianalità. Il continuare a fare le empanadas a mano come Lucila prima e Ñata poi. Empanadas capaci di valorizzare il meglio dell’Argentina senza rinunciare al meglio del territorio che ha accolto Griselda e la sua famiglia.
“Nueve de Julio”, festa dell’Indipendenza argentina. È proprio il 9 luglio del 2019 che, in Corso Peschiera 198b, nasce il primo locale di Alpi Empanadas. Non soltanto l’inaugurazione di un negozio, ma quella delle speranze di una famiglia e di una tradizione che, negli anni successivi, avrebbe regalato tante soddisfazioni. Premi, menzioni su riviste specializzate, quotidiani locali e nazionali, partecipazioni a festival e celebrazioni. Clienti di ogni tipo: dagli studenti delle superiori ai campioni olimpici, dalle coppie appena sposate ai calciatori e agli sportivi, in attività e non. Dai bambini che abbiamo visto crescere ai giornalisti che, senza dirci nulla, hanno poi scritto bellissime pagine su di noi.
Negli anni Alpi Empanadas è diventato anche un piccolo punto di riferimento per la cultura argentina a Torino: con i workshop sul mate, con i consigli a chi sta per partire per un viaggio nella nostra amata Argentina, con chi entra per mangiare due empanadas e finisce per fermarsi a chiacchierare del più e del meno. Un po’ come in quelle domeniche in famiglia in cui Lucila prima e Ñata poi preparavano le loro empanadas mentre intorno la vita continuava a scorrere.
Ancora oggi, in Corso Peschiera 198b, Griselda e la sua famiglia continuano a fare ciò che Lucila iniziò quasi novant’anni fa: preparare empanadas a mano, artigianali e autenticamente argentine, perché quella tradizione possa continuare a passare da una tavola all’altra.


