top of page

Le Empandas e il Vino: un viaggio attraverso i sapori dell'Argentina

Immagine del redattore: Alpi Empanadas Family Writer
Alpi Empanadas Family Writer
1 giorno fa
Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 11 ore fa

Le Empanadas



Quando si pensa all'Argentina, si pensa al calcio, alla carne, alla passione con cui gli abitanti di quell'immenso Paese, laggiù dall'altra parte del mappamondo, vivono ogni momento della loro vita.


Ma nella quotidianità, essere argentino significa tante cose, tanti piccoli momenti: la famiglia, gli amici, un asado, una partita di calcio, il viaggio in treno per andare al lavoro ogni mattina, il profumo delle pampas, il primo morso a un'empanada all'uscita dalla discoteca.


Sì, l'empanada è per un argentino una piccola parte di sé. Non importa da quale regione del Paese provieni, non importa la classe sociale né il lavoro che fai. Puoi essere un calciatore famoso, il capo di una religione, un pendolare che ogni mattina fa Moreno–Buenos Aires, il manager di una banca o uno studente universitario.


Puoi essere quello che vuoi, ma se sei argentino, non importa dove ti trovi nel mondo: ogni volta che vedrai e mangerai un'empanada ti sentirai a casa, anche solo per qualche istante.


Di ricette ce ne sono tante, praticamente quante sono le province argentine (23), ognuna con le proprie tradizioni, ingredienti e metodi di preparazione. Ciononostante, è soprattutto nel nord dell'Argentina, in particolare a Salta, Tucumán e Catamarca, che si disputa da sempre il titolo di migliore empanada del Paese. Una rivalità gastronomica che gli argentini prendono molto sul serio e che, probabilmente, non avrà mai un vincitore definitivo.


Le empanadas fanno parte della cucina tradizionale e popolare argentina. Come scrive Facundo Di Genova nel suo articolo sulla mappa definitiva delle empanadas argentine, la definizione che ne dà il Larousse Gastronomique, «specialità che consiste in un impasto che ammette qualunque tipo di ripieno», è talmente ampia da lasciare spazio a infinite interpretazioni.


Ed è proprio nella preparazione dell'impasto, nella scelta dei ripieni e nei metodi di cottura che emergono le grandi differenze tra una provincia e l'altra.


L'allora presidente della Repubblica Argentina, Domingo Faustino Sarmiento, disse nel 1869, durante un pranzo a Tucumán: «Amiamo, signori, l'empanada nazionale, senza rinunciare al piacere di assaggiarle tutte».


Lo disse pensando all'unità politica del Paese, poiché pochi minuti prima aveva dichiarato ad alta voce che l'empanada di San Juan era la migliore di tutte, suscitando una focosa reazione da parte dei commensali, rappresentanti delle diverse province presenti per l'inaugurazione della ferrovia.


Una discussione sulle empanadas che finì per diventare una metafora delle divisioni e dell'unità nazionale.


Era il 1869 e, a distanza di oltre 150 anni, gli argentini continuano ancora a discutere su quale provincia prepari le empanadas migliori.


Si capisce, quindi, quanto l'empanada sia una parte fondamentale dell'identità argentina. Non è semplicemente un alimento, ma una tradizione che si tramanda di generazione in generazione, un elemento che accomuna persone con storie, origini e realtà completamente diverse.


Il Vino



Fu lo stesso Domingo Faustino Sarmiento a contribuire, nel 1853, a uno degli avvenimenti più importanti nella storia della viticoltura argentina. Sarmiento promosse la creazione di una scuola di agricoltura a Mendoza e raccomandò l'agronomo francese Michel Aimé Pouget, che introdusse nel Paese nuove varietà di vitigni europei, tra cui il Malbec.


Il 17 aprile 1853 venne presentato il progetto per la creazione della Quinta Normal de Agricultura di Mendoza. Proprio per ricordare questa data, ogni 17 aprile si celebra la Giornata Mondiale del Malbec, il vitigno diventato il simbolo dei vini argentini nel mondo.


La zona più rinomata per la viticoltura del Malbec è senza dubbio la provincia di Mendoza. Da qui provengono alcuni dei migliori vini argentini, anche di altre varietà, che vengono esportati in ogni angolo del pianeta. Ma la cosa più interessante è che il vino argentino non si limita soltanto al Malbec, così come il Malbec non si limita alla sola regione del Cuyo.


Negli ultimi decenni, diverse cantine ed enologi hanno sviluppato vini di altissima qualità in territori molto diversi tra loro, recuperando vecchi vigneti, sperimentando nuove tecniche e valorizzando caratteristiche che rendono ogni regione unica.


Dalle vigne d'alta quota di Salta e Jujuy, passando per i grandi territori vitivinicoli di Mendoza e San Juan, fino ad arrivare alla Patagonia e alle nuove realtà della costa atlantica, l'Argentina continua a dimostrare di avere molto da dire nel fantastico mondo del vino.


Oggi possiamo scoprire il lavoro di produttori ed enologi come Pancho Lavaque a Salta, conoscere i Malbec d'altura della zona di Cafayate, seguire i progetti di Ale Vigil e Marcelo Pelleriti oppure incontrare storie particolari come quella della Familia Schroeder, che durante la costruzione della propria cantina in Neuquén scoprì i resti fossili di un dinosauro risalente a circa 75 milioni di anni fa. Una scoperta che avrebbe dato il nome alla loro linea di vini Saurus.


Sono storie che raccontano un Paese molto più vasto e variegato di quanto spesso si immagini. Un Paese nel quale la tradizione convive con l'innovazione e dove ogni regione, ogni produttore e ogni bottiglia hanno qualcosa da raccontare.


Alla scoperta dell'Argentina



In questo spazio parleremo non solo di empanadas ma di molto altro, di tante di quelle cose che ci rendono orgogliosi di essere argentini.


Andremo alla scoperta della cultura argentina oltre le empanadas, parleremo di vini, tradizioni, sport e delle tante storie che l'Argentina ha da offrire, non soltanto attraverso il palato. Perché dietro un'empanada o un bicchiere di vino non ci sono soltanto ingredienti, ricette o vitigni. Ci sono persone, territori, famiglie, storie e tradizioni che meritano di essere conosciute.


E se attraverso queste pagine riusciremo a farvi conoscere un po' meglio il nostro Paese, la sua cultura e le sue tradizioni, avremo raggiunto il nostro obiettivo. Non vediamo l'ora di partire con voi.

 
 
 

Commenti


bottom of page